Giardinaggio

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Durante il primo anno dalla messa a dimora delle piante è consigliabile irrigarle almeno una volta alla settimana (in particolar modo d’estate). Durante l’inverno non si consiglia di irrigarle, mentre in autunno e primavera dipende dalla scarsità o meno della pioggia. Si consiglia quindi di pacciamare il terreno attorno ai fusti delle piante, in modo da evitare l’eccessivo sviluppo di erbacce e per mantenere il piede degli arbusti fresco e leggermente umido anche durante le calde giarnate estive. Se il terreno è ben drenato e ricco di materiale organico in genere le nostre piante non ci daranno grandi problemi, anche se sarà bene ripetere la concimazione ogni anno in primavera. Per uno sviluppo ottimale è bene intervenire con le potature, con le prime si modellano le piante fino ad ottenere la forma desiderata, con le potature successive si contiene lo sviluppo della siepe e si arieggiano e si illuminano le parti più interne delle piante, in modo da evitare la perdita del fogliame nei rametti più vicini al tronco. Piante da siepe già sviluppate poste a dimora producono facilmente una siepe, avendo l’accortezza di potare le piante in altezza una volta all’anno per i primi 2-3 anni: in questo modo le piante si infoltiranno velocemente, producendo molte ramificazioni nella parte bassa. Per le siepi di conifere è consigliabile evitare le potature nella parte alta, fino a che non avrà raggiunto l’altezza da noi desiderata; a questo punto si cimano le piante, in questo modo si eviterà uno sviluppo eccessivo in altezza nel corso degli anni. A seconda della specie da noi scelta e dalla tipologia di siepe che intendiamo ottenere, le operazioni di potatura negli anni saranno diverse, e dipendono anche dalla vigoria delle piante. E’ possibile preparare una siepe lineare e geometrica, che va conformata avendo cura di lasciare la base un poco più larga dell’apice, in modo che le piante godano di più luce. Una siepe lineare si pota in primavera, quindi si procederà ad alcune potature nell’arco della stagione vegetativa, ma molto dipende dalle piante scelte: una siepe di lauroceraso o di ligustro verrà potata 3-4 volte all’anno, una di bosso solo due o tre. In genere si tende a controllare la crescita delle piante ogni 2-3 mesi, da marzo fino a novembre.

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Prato

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Non bisogna falciare quando il terreno è secco e asciutto, ma nemmeno quando il prato è bagnato. Nel primo caso, l’erba non troverà disponibili le risorse nutritive necessarie per riprendersi dopo il taglio, mentre nel secondo si facilita la diffusione di spore fungine, portate dal tosaerba attraverso il velo d’acqua. Inoltre, l’erba bagnata e tagliata si impasta sulle lame, accumulandosi e danneggiando il tosaerba.
• Il momento ideale per il taglio in primavera è il pomeriggio di una giornata senza pioggia. In piena estate meglio tagliare verso sera quando il sole non è più bollente.
• Le lame devono essere sempre perfettamente affilate, soprattutto se si lavora con lame orizzontali (rotative), che impediscono un taglio superpreciso, garantito invece dalle lame elicoidali. Il taglio imperfetto imbruttisce l’erba e favorisce l’ingresso di virus e spore fungine.
• Rispetto all’ultimo intervento effettuato, è buona norma cambiare la direzione di tosatura, se possibile con un andamento perpendicolare alla precedente. In questo modo la superficie erbosa si mantiene più compatta. Eseguendo la tosatura con una falciatrice a lame elicoidali, e procedendo in senso “andata e ritorno”, si ottiene l’effetto a strisce in “chiaro-scuro”.

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