Vite

La potatura secca o invernalecuradelverde.com-cura-del-verde-macerata-treeclimbing-potatura-vite-vigna-macerata

La potatura secca, o invernale, è una pratica di fondamentale importanza per la corretta gestione del vigneto, poiché consente di conseguire l’equilibrio tra l’attività vegetativa e l’attività produttiva della pianta, con ripercussioni dirette sia sulla resa che sulla qualità dell’uva; la potatura invernale persegue inoltre lo scopo di assicurare la longevità produttiva della pianta e di controllarne lo sviluppo nello spazio assegnatole, mantenendo la forma di allevamento impostata. Prima di iniziare la potatura è necessario sapere che la vite produce prevalentemente sui tralci dell’anno che si sviluppano dalle gemme presenti sul legno dell’anno precedente; in secondo luogo la vite produce anche sui succhioni (tralci dell’anno originatisi su legno di più di due anni), nonché sulle femminelle (germogli sorti da gemme «pronte», vale a dire gemme che si sviluppano nello stesso anno della loro formazione) inserite sui tralci dell’anno.

La scelta tra potatura “corta” e “lunga”

A seconda della lunghezza dei tralci lasciati con la potatura si parla di potatura «corta» o «lunga». La potatura «corta» si attua nelle forme di allevamento quali cordone speronato, doppia cortina (GDC) e cordone libero caratterizzate dalla presenza di un cordone permanente; essa consiste nel lasciare sul cordone degli speroni (brevi porzioni di tralcio) di 2-3 gemme. Questo tipo di potatura si adatta solo ai vitigni caratterizzati da una buona fertilità delle gemme basali. La potatura «lunga», che si attua nelle forme di allevamento quali il Guyot, le Pergole, il Sylvoz e il Doppio Capovolto, è invece una scelta obbligata per tutte quelle varietà che presentano le prime gemme sterili o comunque poco produttive, nelle quali vengono lasciati uno o più tralci di lunghezza variabile, con un numero di gemme compreso tra 8 e 15. Ovviamente la potatura lunga può essere applicata anche ai vitigni caratterizzati da una buona fertilità delle gemme basali. La scelta dei tralci da lasciare con la potatura deve cadere su quelli ben lignificati e di medio sviluppo, da preferire a quelli troppo esili e a quelli eccessivamente sviluppati; nel caso delle forme di allevamento a cordone permanente (cordone speronato, GDC, cordone libero, Sylvoz e Casarsa) è importante considerare sia il loro posizionamento che il loro angolo di inserzione, i quali devono essere compatibili con le caratteristiche della forma di allevamento.

L’epoca di potatura

La potatura secca deve essere eseguita nel corso dell’inverno, periodo in cui la pianta arresta la propria attività. Quando l’organizzazione aziendale lo permette, è preferibile iniziare a potare nella seconda metà dell’inverno (febbraio-marzo), una volta trascorso il periodo più freddo dell’anno, perché in questo modo si ha la possibilità di eliminare i tralci con gemme eventualmente danneggiate dalle basse temperature. È buona norma terminare la potatura prima dell’inizio del «pianto» (lo sgorgare della linfa dalle ferite prodotte con i tagli di potatura, che segnala il risveglio dell’apparato radicale delle pianta. Nel caso della potatura a tralcio rinnovato (cioè nelle forme di allevamento che prevedono il rinnovo, ogni anno, del tralcio fruttifero, detto anche «capo a frutto»), per quelle varietà che presentano un legno delicato che potrebbe rompersi al momento del posizionamento del tralcio è bene scegliere le giornate meno fredde e più umide, in grado di conferire al tralcio una maggiore flessibilità.

Comments are closed